Acacia, nota entità non praticante, racimola denari a Cupertino: la giustizia texana ha decretato Apple colpevole della violazione di un brevetto su certi modelli di iPhone e iPad

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Roma – Un brevetto di Nokia, acquisito dal noto sfruttatore di proprietà intellettuale Acacia Research Corporation per essere usato contro Apple: Cupertino non ha saputo far valere le proprie ragioni nel confronto in tribunale che ha avuto per oggetto un titolo che descrive una soluzione per l’ottimizzazione della gestione dei dati sulle reti mobile.

Si tratta del brevetto 8,055,820: Acacia lo aveva rilevato da Nokia nel 2013, ai tempi dell’acquisizione da parte di Microsoft, per alimentare il proprio modello di business. L’azienda, che vive dello sfruttamento di brevetti acquisiti da terzi o gestiti per conto di terzi per mezzo delle proprie sussidiarie, aveva denunciato Cupertino nel 2014 per l’indebito sfruttamento di cinque titoli in numerosi dispositivi: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPad 3, iPad 4, iPad Air e iPad mini di prima e seconda generazione. Nel corso del processo, celebrato presso un tribunale del Texas, storicamente orientato a favore dei detentori dei brevetti, i titoli in gioco sono stati sfoltiti, riducendosi al solo brevetto ‘820.

Il titolo è stato giudicato valido, le argomentazioni di Apple non hanno convinto la giuria che, anzi, ha ritenuto che la violazione da parte di Cupertino non sia stata commessa in buona fede. Per questo motivo è stata condannata a pagare 22,1 milioni di dollari, pari alla royalty rivendicate da Acacia fino al mese di marzo del 2016. Se il contenzioso dovesse proseguire, come è probabile con l’appello da parte della Mela, il giudice potrebbe triplicare i danni.

Apple è fra le aziende più bersagliate dalle cosiddette entità non praticanti, che fanno delle rivendicazioni brevettuali il proprio business. Fra fortune alterne, Cupertino si è di recente guadagnata una parziale vittoria contro VirnetX, noto patent troll che era riuscito ad ottenere che la giustizia del Texas imponesse alla Mela un risarcimento di 625 milioni di dollari: due dei quattro brevetti oggetto del contendere, relativi alla sicurezza delle comunicazioni, sono stati dichiarati non validi.

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23 settembre 2016 – punto-informatico.it – a cura di Gaia Bottà

Puoi leggere l’articolo al seguente link: Apple, milioni per lo sfruttatore di brevetti

 
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