Quando il Grande Fratello rischia di diventare realtà, forse sarebbe il caso di rivolgersi ad agenzie investigative specializzate e riconosciute per il rispetto dei diritti fondamentali della persona e per la salvaguardia delle aziende.

Pare che Orwell, con il suo “1984”, abbia effettivamente previsto il futuro: una società distopica in cui non esiste più privacy, dove ogni mossa è controllata da un’entità invisibile ma sempre presente: il Grande Fratello. Questo è quello che sembra accadere a causa dell’enorme progresso tecnologico che si è registrato negli ultimi anni. Forse troppo progresso, in effetti.

Il microchip sottocutaneo
L’ultima frontiera della tecnologia: una minaccia per la privacy della persona?
Grande come un chicco di riso, il microchip sottocutaneo viene impiantato tramite un ago nella mano, precisamente tra pollice e indice. La ferita si rimarginerà in pochissimi giorni e non lascerà traccia, se non quella componente tecnologica di ultima generazione. A questo punto, per entrare nell’azienda dove si lavora basterà scuotere la mano, e nient’altro. I microchip sottocutanei attualmente in commercio sono in grado di contenere un solo codice d’accesso e pochissime altre informazioni. Potrebbero aprire porte di uffici, la propria macchina, la propria casa. E chissà quali altre cose saranno possibili una volta sviluppata al meglio questa tecnologia.

Microchip sottocutaneo per il controllo del dipendente infedele
La sicurezza aziendale può essere preminente rispetto alla sicurezza della persona?
Una tecnologia di questo tipo potrebbe essere efficacemente utilizzata per la verifica dell’assenteismo del personale sul posto di lavoro. Niente più cartellini da timbrare: non sarà più possibile chiedere al proprio amico e collega di timbrare anche per noi. In effetti, saremo noi il cartellino. Tutti i nostri movimenti all’interno dell’azienda potrebbero essere controllati: dal momento in cui si varca la soglia, il capo saprà anche quando faremo una pausa per prendere un caffè. Ad esempio ha destato molte polemiche il braccialetto elettronico fatto indossare agli operatori ecologici di una azienda per la raccolta dei rifiuti per verificare l’effettivo svuotamento dei cestini, ma di fatto pone il dubbio che possano controllare ogni movimento dei propri dipendenti. Eppure questa tecnologia così invasiva sembra non spaventare i più, che anzi si sentono in qualche modo galvanizzati da questa possibilità. Ma davvero impiantare un microchip sottopelle è l’unica soluzione per verificare l’assenteismo del personale? Non c’è un modo meno invasivo mediante il quale assicurare la sicurezza aziendale senza per questo minare la sicurezza delle persone e il loro diritto alla privacy?

La lotta alle agenzie investigative
I dipendenti non vogliono sentirsi spiati
È strano constatare la vera e propria guerra che viene mossa nei confronti delle agenzie investigative – accusate di spiare le persone – quando si propone di utilizzarle per verificare la sicurezza aziendale e l’assenteismo del personale, quando poi le stesse persone che si oppongono al loro operato avallano l’uso di tecnologie particolarmente invasive come il microchip sottocutaneo. Non solo: le persone non si pongono nessuno scrupolo quando devono fornire i propri dati sensibili per potersi iscrivere a siti online o app di vario genere. Ma davvero i nostri dati saranno così protetti? Basti pensare al recentissimo scandalo Cambridge Analytica, in cui i dati sensibili forniti per accedere a Facebook sarebbero stati utilizzati per influenzare l’andamento delle elezioni presidenziali americane. Perché allora non rivolgersi alle agenzie investigative per tutelare la propria privacy, il cui operato è rigidamente controllato e si estrinseca nel più completo rispetto delle leggi. Piuttosto bisogna prestare molta attenzione ad inserire i propri dati in applicazioni online.

Il ruolo fondamentale dell’agenzia investigativa
L’importanza della bonifica ambientale da microspie di sorveglianza
Quello alla privacy è uno dei diritti inviolabili dell’uomo, sancito dall’art. 2 della nostra Costituzione e garantito anche a livello europeo dalla Carta dei diritti fondamentali. Questo diritto, così essenziale per la vita di ognuno, può essere efficacemente protetto solo da agenzie investigative preposte a questo scopo, perché sono le uniche ad essere rigidamente controllate e ad operare nel costante rispetto del nostro ordinamento. In un mondo come quello odierno, dove davvero il Grande Fratello di Orwell sembra divenuto realtà, in cui siamo costantemente sorvegliati, il lavoro dell’agenzia investigativa e del controspionaggio industriale sembrano quanto mai necessari. Le agenzie possono infatti assicurare gli stessi risultati di altre tecnologie – come appunto il microchip sottocutaneo – ed essere utilizzate per controllare l’assenteismo del personale e garantire la sicurezza aziendale senza per questo sacrificare il diritto alla riservatezza delle persone. Di particolare importanza risulta allora l’attività di bonifica ambientale da microspie e di controspionaggio industriale.Quest’ultimo è un’attività d’intelligence volta a contrastare lo spionaggio industriale, inteso come quell’attività illecita tesa ad ottenere fraudolentemente informazioni riguardanti le aziende concorrenti. La bonifica ambientale permette invece di trovare ed eliminare eventuali microspie presenti nell’ambiente e che danneggiano la privacy dei cittadini, grazie all’intervento di investigatori specializzati e la più avanzata tecnologia messa a loro disposizione che permette di scoprire ogni ascolto abusivo e/o fuga di notizie.

Al giorno d’oggi solo dei veri professionisti possono quindi assicurare la protezione dei diritti della persona e provvedere comunque alla sicurezza delle aziende, permettendo il loro sviluppo e al contempo la valorizzazione delle persone che vi lavorano. In un’era in cui la tecnologia ha pervaso ogni momento della nostra vita, la possibilità che i nostri dati non siano protetti come si pensa dovrebbe indurci a riflettere: quanto teniamo davvero alla nostra riservatezza? Perché ci si ostina a contrastare ( p.e. con il nuovo GDPR ) il ruolo delle agenzie investigative quando invece non ci curiamo degli attacchi alla privacy che subiamo ogni giorno?

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