Nell’ultimo anno si sono visti cambiamenti a dir poco epocali, tuttavia la pandemia non ha creato problemi soltanto all’economia e al sistema sanitario dei vari Paesi. Tra i guai più gravi che sono stati riscontrati vi è la mancanza del contatto interpersonale, ciò ha creato numerose situazioni preoccupanti di giovani a rischio.

Il mondo dei giovani durante il lockdown

Ricordare le giornate prima dell’arrivo del Covid è proprio un’impresa ardua, tuttavia vi sono delle persone che non lo hanno mai dimenticato: si tratta dei giovani.

Il Coronavirus ha comportato notevoli cambiamenti all’interno di ogni ambito, ad esempio in quello lavorativo vi è stata la diffusione dello smart working. Dunque possiamo dire che l’arrivo della pandemia ha permesso alle tecnologie di svilupparsi notevolmente, ma cosa è successo nel mondo dei giovani?

Secondo molti esperti si tratta certamente della fascia più colpita dalla presenza del virus, perché? Tutti si ricorderanno della propria giovinezza come di un periodo molto sereno, caratterizzato da poche responsabilità e tanto tempo libero.

Ad oggi la gioventù si trova ad affrontare un momento ben diverso, che possiede caratteristiche opposte a quelle di un tempo. La causa primaria è proprio la scuola con l’arrivo della dad (didattica a distanza), che ha probabilmente evitato che il virus si diffondesse ulteriormente, ma ha privato i giovani del contatto e delle discussioni tra i banchi.

Molti esperti hanno messo in evidenza il fatto che la dad non possa in alcun modo rappresentare un metodo alternativo alla didattica tradizionale, in particolar modo se vengono considerati anche i casi di professori che si limitano a seguire il programma scolastico, incuranti di come stiano effettivamente “crescendo” gli alunni.

Tuttavia la scuola non è l’unico problema che tormenta il mondo giovanile, vi sono tante altre ragioni per cui i giovani risultano a rischio, ad esempio il notevole sviluppo di vere e proprie fobie nei confronti di altre persone e la paura di uscire all’aperto (agorafobia) per timore di contrarre la malattia.

Infatti, se da un lato si sente parlare spesso della movida diffusa nelle grandi città, dall’altro non dobbiamo dimenticare che ci sono milioni di giovani che rimangono in casa da mesi per paura di uscire o di poter portare il virus all’interno del proprio nucleo familiare.

I giovani e la noia

L’arrivo del primo lockdown ha mostrato una concezione totalmente diversa della vita, sviluppando in molte persone la necessità di cambiare, di migliorarsi e anche di risultare più aperti al nuovo mondo, purtroppo si tratta di un fenomeno marginale che ha interessato soltanto una piccola parte della popolazione, la restante ha invece mostrato il bisogno di evadere dalla noia.

Quello adolescenziale, è probabilmente uno dei periodi più complicati e confusi, ciò porta molti giovani a cercare un modo per staccare dalla noia e anche da ogni loro pensiero, ma in che modo?

Se da un lato alcune persone hanno scoperto di avere hobby o altre passioni di cui ignoravano l’esistenza, dall’altro è stato riscontrato un notevole aumento di situazioni illecite, in particolare ci si riferisce all’utilizzo di droghe, alle dipendenze dal gioco d’azzardo e all’abuso di alcol nei giovani.

Lo sviluppo di cattive abitudini nel mondo dei giovani

Fumo, alcol e droga nei giovani sono tre dei vizi più diffusi da quando è giunta la pandemia. Ciò ha creato non pochi problemi a questi ragazzi che, nel peggiore dei casi, si sono ritrovati a frequentare brutte compagnie o a commettere azioni a dir poco scioccanti.

La presenza di questi vizi all’interno della popolazione giovanile era nota già da tempo, tuttavia si parlava di casi sporadici. Ad oggi sempre più giovani si stanno accostando a questo mondo per trovare un “punto di sfogo”.

Ormai è evidente che i ragazzi siano i più colpiti dal punto di vista psicologico poiché, non trovando un modo per esternare questi sentimenti, tendono a cadere in situazioni mai immaginate prima, ad esempio il gioco d’azzardo online o anche il continuo consumo di alcol.

Come comprendere se i propri figli stanno male, alcuni dei campanelli d’allarme

Senza ombra di dubbio il mondo adolescenziale è caratterizzato non poco dalla “stravaganza”, cioè dal cambio continuo di umore che può avere il giovane. Chiaramente nessun genitore deve vivere le giornate con l’ansia di sapere cosa faccia il proprio figlio costantemente, tuttavia esistono alcuni campanelli d’allarme che possono evidenziare la presenza di problemi non trascurabili.

Diventando genitori, è semplice notare in che modo si atteggi il proprio figlio all’interno del nucleo familiare, la presenza di questi sbalzi d’umore è molto frequente durante il periodo adolescenziale, ma l’attenzione dovrebbe crescere nel caso in cui questi cambi d’umore si manifestassero sempre più di frequente e accompagnati da tante altre azioni inusuali, quali per esempio l’isolamento dalla famiglia.

È naturale che i ragazzi si arrabbino con i genitori poiché pretendono un po’ di spazio per se stessi, in fin dei conti è legittimo avere un po’ di privacy. Purtroppo molti dei ragazzi che iniziano ad avere cattive esperienze non soltanto pretendono questo spazio proprio, ma estremizzano, finendo quasi del tutto isolati dall’ambiente familiare.

Ed ecco che comincia il vero problema. Imporre punizioni severe cercando di disciplinare maggiormente il proprio figlio, tuttavia potrebbe suscitare nel giovane un atteggiamento di ribellione verso tali regole e anche una risposta non poco aggressiva.

Infine, tra i campanelli d’allarme più evidenti in questi ragazzi, molto spesso si presenta un cambio radicale delle proprie frequentazioni, accompagnato dalla comparsa di oggetti “particolari” mai visti prima. Il più delle volte questo è il chiaro sintomo che qualcosa non vada nel ragazzo e, probabilmente, la situazione persisteva già da un po’ di tempo.

Case history, i cambiamenti di alcuni giovani

In molti casi le storie di questi ragazzi diventano veri e propri fatti di cronaca, ecco alcuni esempi accaduti nell’ultimo periodo. Verona: ragazza di 14 anni con la scusa di andare a correre usciva di casa per circa 1 h, in realtà si incontrava con due compagne di scuola in un parchetto a fumare marijuana.

Milano: un ragazzo di 17 anni usciva tutte le sere alle ore 20.00 e rincasava entro le ore 22.00 (per il coprifuoco), si incontrava con alcuni amici e passava la serata a giocare online su siti di VLT videolottery e scommesse grazie al proprio tablet.

Milano: ragazzo di 15 anni comincia a far uso di marijuana, seguito poco dopo da quello della cocaina. Nonostante i tentativi della famiglia, il ragazzo non vede minimamente la sua tossicodipendenza come un rischio e non accetta alcun tipo d’aiuto.

Pavia: nell’ultimo anno è stato riscontrato un aumento di richieste d’accesso ai servizi di disintossicazione del 75%, quasi tutti compresi tra i 14 e i 19 anni.

Monza: alcuni baby killer hanno derubato e ucciso il loro stesso pusher per privarlo di 5 grammi di cocaina.

Questi, purtroppo, sono soltanto alcuni dei casi di cronaca che spaventano e che si sono verificati nell’ultimo periodo. In queste storie emerge un vero problema all’interno del mondo adolescenziale, mettendo in risalto quanto l’illecito possa attrarre e ciò viene dimostrato dallo stretto rapporto che in molti casi si è creato tra la droga e i giovani.

Un appello per ogni genitore

Sicuramente nessun genitore vorrebbe vedere il proprio figlio in queste situazioni, purtroppo i casi di giovani che si abbandonano all’utilizzo di droghe, alcol e gioco d’azzardo è in netto aumento.

Probabilmente non esiste un modo concreto per convincere i propri figli a smettere, però si può fare ben altro per aiutarli: comprendere cosa veramente non funzioni nelle loro giornate e aiutarli ad affrontare questi problemi.

Il più delle volte i ragazzi si lasciano andare a questi abusi perché sono vittime di problemi che non sanno come affrontare, uno di questi può essere rappresentato anche dalla scuola.

Non bisogna mai dare per scontata la salute dei propri figli, ed è essenziale mostrarsi sempre disponibili al dialogo e al supporto morale. Il più delle volte per i ragazzi non è necessaria una terapia, serve invece un dialogo aperto con i propri familiari, qualcuno che possa star loro vicino e dare sicurezza attraverso l’ascolto e la possibilità di esprimere tutto ciò che pensano, evitando che si sentano responsabili di tutto ciò e soprattutto non giudicandoli.

L’errore peggiore che si possa fare è quello di convincersi che il proprio figlio stia bene e abbia “soltanto” qualche sbalzo d’umore, sottovalutando tutta la situazione che vi è dietro.

In questi casi bisogna adoperare una strategia ben diversa, un controllo più attento per assicurarsi che si tratti effettivamente di un problemino da nulla e non di un grave bisogno nascosto.

Allo stesso tempo, soprattutto nella fase adolescenziale, in cui il sentimento di ribellione è forte, i ragazzi non vogliono che i loro genitori si intromettano nella loro vita privata. E’ quindi fondamentale non insistere in atteggiamenti di controllo invasivo ma la soluzione migliore, per queste situazioni preoccupanti, è richiedere l’aiuto ad un investigatore privato con esperienza in questo ambito.

Come opera un investigatore privato?

L’investigatore privato è la figura professionale capace di dare la sicurezza ai genitori che il proprio figlio non stia imboccando cattive strade; le sue competenze sono numerose, ognuna delle quali permette di avere una visione più chiara riguardo la vita del ragazzo o ragazza e capirne le cause scatenanti.

L’operato dell’investigatore privato risulta fondamentale nel controllo dei giovani, infatti consente ai genitori di conoscere cosa faccia il proprio figlio al di fuori dell’ambiente familiare, permettendogli di affrontare eventuali problemi prima che possano peggiorare irrimediabilmente.

Tuttavia è necessario affidarsi ad investigatori privati legalmente riconosciuti, specializzati e con una certa esperienza sul campo. L’agenzia investigativa Luciano Ponzi, tramite i propri investigatori privati, propone servizi nell’ambito delle investigazioni private ed in particolar modo per il controllo delle frequentazioni giovanili dal 1958: https://www.lucianoponzi.it/controllo-frequentazioni-giovanili.

 
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