Non porta più né il trench né la lente d’ingrandimento nel taschino, ma ieri come oggi Sherlok Holmes ha sempre un fascino intramontabile. Ma come è il detective privato nel 2012? Ne abbiamo incontrato uno, nipote del più famoso investigatore privato italiano Tom Ponzi: Luciano Ponzi.

Negli anni 50, Tom e il fratello minore Vittorio, figli di Francesco, aprono la prima agenzia investigativa in Italia, la Mercurius.
Pochi anni dopo, Vittorio, nel 1958, inaugura l’Istituto Internazionale Ponzi, gestito oggi dal figlio Luciano.

Quella dell’investigatore privato è una figura un po’ stereotipata. Lo immaginiamo come l’ispettore Clouseau, con impermeabile, pedinare gli amanti infedeli. Ma com’è davvero oggi il lavoro di un investigatore privato?

Spesso si pensa che fare l’investigatore privato voglia dire seguire mariti o mogli per indicazione dei rispettivi coniugi che si credono traditi. In realtà, il lavoro dell’investigatore privato, oltre alle storie di “corna” che sono sempre intramontabili, consiste anche e soprattutto in investigazioni aziendali. Oggi la globalizzazione dei mercati, l’era digitale e ambienti di lavoro sempre più competitivi sottopongono le aziende a rischi come spionaggio industriale, concorrenza sleale, infedeltà dei soci e dipendenti. Con la crisi molto è cambiato. Non è un caso che oggi, il 30% dei clienti sono privati, il 70% aziende. Ai privati, prima interessava solo sapere se il partner era infedele, ora ci chiamano per rivedere l’assegno di mantenimento, perché se il tradimento avviene in luogo pubblico può essere chiesto il danno biologico al coniuge. Le aziende, invece, che prima si rivolgevano all’investigatore soprattutto per controspionaggio e antisabotaggio, oggi chiedono un aiuto per il recupero crediti, per smascherare i dipendenti infedeli e per verificare la riservatezza delle proprie conversazioni attraverso il servizio di bonifiche telefoniche, ambientali e informatiche.La Luciano Ponzi Investigazioni è al fianco delle aziende che vogliono tutelare le propria attività salvaguardando investimenti e risultati.

Quali sono le caratteristiche di un buon investigatore privato?

Affidabilità, tecnologie d’avanguardia e modalità investigative sempre più efficaci. Intuito, sesto senso, passione per la verità e talento innato. Oggi una grande mano, poi, la danno

le tecnologie: il Gps, ha migliorato il modo di lavorare. Inoltre, requisiti fondamentali, oltre alla moralità e alla buona condotta, sono anche una laurea, più un periodo di praticantato. All’investigatore privato è richiesta la massima serietà e professionalità, quindi niente freelance ma solo professionisti con un contratto di subordinazione.

Quali sono i casi più difficili con cui ha avuto a che fare?

Le sembrerà buffo, ma in generale, le storie di tradimenti: gli amanti ti sfiancano, cambiano macchina, chiedono all’amico di fare controspionaggio. E’ più ingarbugliato svelare un’infedeltà che un ladro.

La recente bancarotta di sua cugina Miriam le avrà creato problemi, immagino. Cosa ci può dire al riguardo?

Il caso di mia cugina Miriam, rappresenta l’unico neo, nella storia di Ponzi Investigazioni.

Questa vicenda ha danneggiato l’immagine della nostra famiglia, che con lei non ha mai avuto alcun collegamento commerciale, anche personalmente ci saremo incontrati un paio di occasioni quando ero bambino. Confido comunque pienamente nell’attività della magistratura. Sottolineo anche che la nostra attività è iniziata a Brescia nel lontano 1958. Abbiamo pagato la colpa, se così si può dire, di non aver mai fatto noi una distinzione netta tra lei e noi. E’ nostra cugina ma non c’ mai stato nessun tipo di rapporto tra noi e lei. Quello che mi ha inculcato papà Vittorio è la fermezza e l’onestà da tutti i punti di vista”.

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