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Un’eredità familiare divenuta professione: la famiglia Ponzi da tre generazioni fa rima con investigazioni.
Quali sono i segreti tramandati da vostro padre Vittorio?

“Dopo aver collaborato a Milano col fratello Tom, nel 1959 mio padre ottenne la licenza di polizia privata, tramandandoci la volontà di ricercare la verità, l’equità e la giustizia.
Oggi esistono corsi di laurea in scienze delle investigazioni in vari Atenei universitari, un tempo il praticantato lo si faceva sul campo. Con due decreti ministeriali (2008-2010), inoltre, sono state introdotte importanti novità: quello dell’investigatore privato da “mestiere” è stato equiparato a professione, con tutte le relative garanzie, in linea con la normativa europea”.

Quali sono i servizi che avete perfezionato per la vostra clientela?

“Se negli anni Cinquanta le investigazioni per casi di “corna” erano un classico, oggi l’ambito privato, pur rimanendo una sfera importante, assorbe il 30% dell’attività. Buona parte del nostro impegno è rivolto alle aziende, dove ci occupiamo di fughe di formule, protezione di marchi e brevetti, dipendenti “infedeli” che esportano il know-how, soci e/o dirigenti che sviano la clientela con un’azione parallela sottotraccia. Da qualche anno a questa parte una percentuale consistente della nostra attività è dedicata alle indagini ed investigazioni atte al recupero del credito, all’individuazione di prove contro la concorrenza sleale, al contrasto dell’assenteismo, al controspionaggio e all’antisabotaggio industriale”.

Cosa spinge una persona a rivolgersi a voi per una consulenza?

“Spesso chi si rivolge a noi è molto combattutto, soprattutto se si tratta di questioni private. Per noi è fondamentale stabilire un rapporto di fiducia, questo avviene grazie all’esperienza e alla serietà che ci contraddistingue, nel rigoroso rispetto del segreto professionale. Chiunque privato o azienda che interpelli il “Gruppo Ponzi” per una consulenza potrà contare sulla totale riservatezza ed una buona dose di tatto che non guasta mai. Seguiamo casi di infedeltà prematrimoniale o coniugale, indagini che se una volta erano motivate dal desiderio di sapere, oggi si aggiunge la necessità di rivalsa nei confronti del coniuge, quindi i risvolti economici come assegni di mantenimento o eventuali risarcimenti la fanno da padrone. Ci sono poi le questioni ereditarie, complicate talvolta dalla frequentazione di donne o uomini (anche di nazionalità straniera) che possono distrarre patrimoni ai legittimi eredi; le compagnie sospette dei figli, come la prevenzione all’uso di sostanze stupefacenti o all’abuso dell’alcool sono all’ordine del giorno. Vediamo uomini e donne in percentuali analoghe, ma mentre l’uomo è traditore nel DNA e tende a tenere “il piede in due scarpe” o meglio in più scarpe, la donna tradisce più facilmente col cuore, essendo più schietta e diretta con tutta probabilità il viaggio proseguirà con la risoluzione del “contratto” matrimoniale con destinazione la creazione di una nuova famiglia”.

Lo sviluppo della tecnologia in quale misura ha favorito l’ascesa del settore investigativo?

“La sicurezza nelle comunicazioni e la protezione dei dati aziendali rivestono un ruolo di grande importanza nella società odierna, il Gruppo Ponzi dispone delle strumentazioni più sofisticate ed efficaci per le bonifiche ambientali, telefoniche e informatiche, le stesse ci consentono di verificare che non ci siano ascolti abusivi attraverso l’apposizione di “microspie” (è molto riduttivo chiamarle così) da parte di “spioni” occasionali, quali possono essere concorrenti aziendali o dipendenti stessi e di “spioni” più qualificati tra i quali aziende più o meno serie che si prestano a tali procedure scorrette ed illegali. In ambo i casi si tratta di tecnologie sofisticate, ma facilmente reperibili (anche per corrispondenza o in internet), costringendo il professionista della sicurezza a continui aggiornamenti nelle contromisure”.

Oggi il gruppo Ponzi Investigazioni si compone di ben otto sedi disseminate sul territorio nazionale. L’obiettivo per il futuro è proseguire con questa espansione?

Grazie ai nuovi decreti ministeriali è diventato più agevole aprire sedi secondarie: nel prossimo futuro puntiamo ad espanderci nel Triveneto ed abbiamo in corso contatti in Svizzera e in Inghilterra.

Operiamo a livello mondiale sin dai primi anni sessanta, come associati WAD, World Association of Detectives, possiamo contare su una rete capillare di collaudati colleghi che possono coadiuvarci nelle indagini a tutti i livelli”.

 
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