In questo articolo parliamo di indagini delle agenzie investigative in materia di abuso legge 104 correlate in particolare alla crisi economica dovuta al Covid-19, che non accenna a diminuire tutt’oggi la sua presa. Le aziende che operano sul mercato sono anche frenate dalle procedure legali ed i licenziamenti al momento bloccati. Si ricorda che l’impossibilità da parte delle aziende di licenziare i propri dipendenti rimarrà attiva fino al 31 dicembre 2020, seppur con alcune eccezioni come i licenziamenti collettivi. In questo sistema complesso di operatività tra diverse entità come aziende, cause legali e licenziamenti bloccati da forze maggiori, il sistema giudiziario subisce inoltre l’ennesimo rallentamento.

Le Indagini sui dipendenti infedeli continuano

Questo però non ha di certo precluso la possibilità per le aziende di avviare accertamenti con relative e successive attività legali, nei confronti dei cosiddetti dipendenti infedeli. Quindi è tutt’ora possibile licenziare per giusta causa, chiaramente a fronte dei controlli di un’agenzia investigativa riconosciuta e con evidenze incontestabili. Quando parliamo di dipendente infedele ci stiamo riferendo anche all’assenteista, e le lamentele che ci vengono riportate dai datori di lavoro ed HR sono sempre le stesse:

  • Il dipendente prima di richiedere la L.104 era sempre in malattia
  • Il dipendente accoda spesso le ferie ai permessi L. 104
  • La maggior parte dei dipendenti non lavorano volentieri con il collega assenteista

Tutto questo oltre a causare ingenti danni economici arreca numerose ripercussioni sociali all’interno dell’azienda soprattutto in questo momento storico in cui la vera battaglia dovrebbe essere quella dell’unione tra imprenditori e dipendenti per sconfiggere il covid-19 aiutando nel contempo la propria azienda a minimizzare tutte le problematiche, non solo economiche che ne conseguono.

Ma cosa si intende per Permessi L. 104 e congedo covid-19?

In tema di assenteismo, sempre più dipendenti, sono soliti richiedere i permessi della legge 104/1992 i quali consentono al richiedente (dipendente) di usufruire fino a 3 giornate per ciascun mese da dedicare ad un parente affetto da handicap, tale permesso viene rilasciato ufficialmente dall’INPS a seguito di un riconoscimento della disabilità. Il dipendente può anche decidere di dividere queste 3 giornate mensili in frazioni orarie addirittura da un’ora, di conseguenza potrebbe valutare di entrare costantemente sul posto di lavoro un’ora dopo l’orario stabilito, oppure di uscire un’ora prima. Inoltre con il decreto-legge di maggio 2020 (decreto Cura Italia) ed esteso nei mesi successivi, si è introdotto un congedo indirizzato ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato finalizzato alla cura dei propri figli (minori) durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, per far fronte all’emergenza relativa al Covid-19. All’interno dello stesso decreto si è inoltre previsto l’incremento del numero di giorni di permesso legge 104: ulteriori 12 giorni. Periodo di estensione che probabilmente verrà annullato a seguito della fine dell’emergenza.

Indagini per abuso permessi legge 104 e per congedo covid-19: i furbetti del cartellino

A seguito di anni di esperienza, possiamo affermare che spesso tali permessi non vengono sfruttati lecitamente dal richiedente, numerosi sono i casi in cui i soggetti abusano di queste ore/giorni per svolgere attività lavorative irregolari (es. doppio lavoro in nero), per praticare sport, andare in ferie o semplicemente per lavorare meno. Vi sarà di aiuto leggere qui di seguito alcune dei casi da noi trattati che vi farà capire la variegata attività del dipendente infedele. Ricordiamo ad esempio di un dipendente che abusava di tali permessi dal mercoledì al venerdì (sabato e domenica l’azienda era chiusa) per ristrutturare insieme al fratello uno chalet in montagna, chiaramente l’assistito (il padre) non c’era. Ed ancora un secondo soggetto usufruiva dei permessi tutti i giorni, avendo richiesto un’ora di permesso giornaliera. Lo stesso anziché raggiungere la propria abitazione in cui viveva con l’assistita, si dedicava a lavoretti di
giardinaggio per vari clienti del proprio quartiere. Poi un terzo soggetto abusava dei permessi L. 104 per andare in palestra e per fare shopping prima delle festività natalizie.

Le Case Histories da noi riportate potrebbero essere infinite e molti differenti tra di loro, l’unica costante è che, quando veniamo incaricati, appuriamo un abuso di tali permessi per oltre l’80%.

Cosa rischia il dipendente infedele a seguito dell’abuso legge 104?

Qualora l’investigatore privato raccolga sufficienti evidenze, questo le inserirà all’interno di una relazione ufficiale e valevole in sede di giudizio, ma cosa rischia realmente il dipendente infedele? Innanzitutto il Licenziamento per giusta causa, sanzioni disciplinari, azioni da parte dell’INPS con revoca dei permessi e recupero di benefici e somme erogati precedentemente. In casi gravi l’infedele può inoltre essere denunciato per truffa ai danni dello Stato. E’ importante ricordare che la violazione dei permessi 104 è la forma di assenteismo più disonesta in quanto è una truffa a danno della collettività, a maggior ragione in questo periodo difficile per tutti, datori di lavoro e dipendenti, determinato dalla pandemia da covid-19. Per tale motivo le sempre più frequenti sentenze di Cassazione premiamo i controlli dell’agenzia investigativa in caso di evidenze incontestabili.

Impatto dei furbetti del cartellino sulle aziende

Da non trascurare è l’impatto che i “furbetti” della 104 arrecano nei confronti dei colleghi, i quali sono perfettamente a conoscenza se un dipendente utilizza lecitamente di tali permessi. L’abuso della legge porta a due conseguenze inevitabili:

  • Aumento dell’assenteismo da parte dei colleghi a causa di nessuna azione intrapresa dall’azienda (es. “Se lo fa lui lo posso fare anche io”).
  • Instaurazione di un brutto clima sul posto di lavoro a causa di nessuna azione intrapresa dall’azienda.

Tutto questo andrà inevitabilmente a danno dello sviluppo e della crescita di fatturato dell’azienda. Anche per questo suggeriamo ai datori di lavoro ed ai manager preposti, al primo sospetto, di non esitare, e di intervenire in modo tempestivo recandosi da agenzie investigative riconosciute ed esperte in questi servizi di indagini di abuso della legge 104 e da congedo covid-19. L’agenzia investigava Luciano Ponzi dal 1958 è partner di aziende e liberi professionisti e svolge quotidianamente attività a verifica dell’assenteismo. Contattateci per un incontro preliminare senza impegno.

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